30/05/24 Lucia Tancredi a Matelica con il racconto sui “Cento consorti” per lo Sferisterio di Macerata
di Stefania Monteverde
Il genio dell’architetto Ireneo Aleandri che realizzò lo Sferisterio di Macerata nella persuasione che la bellezza potesse salvare il mondo da violenza e ignoranza.
È la storia raccontata dal libro “Lo Sferisterio e l’avventura dei cento consorti” della scrittrice Lucia Tancredi e pubblicato da ev casa editrice. È stato presentato a Matelica nella sede operativa del Club Unesco delle Terre Maceratesi, la Casa della Sinclinale Camerte, tappa della Rassegna “I giovedì del libro e delle lettura” promossi dal Club UNESCO insieme a Èdi.Marca, Associazione delle case editrici marchigiane. Ad aprire l’evento i saluti di Raimondo Turchi, presidente della Sede Operativa, e Giuseppe Faustini, Presidente del Club per l’Unesco di Tolentino e delle Terre Maceratesi. È poi intervenuta Stefania Monteverde, vicepresidente del Club Unesco, cofondatrice e direttrice editoriale di ev casa editrice. Ha introdotto la casa editrice e la scrittrice Lucia Tancredi che ha incantato il pubblico con la storia dello Sferisterio a Macerata raccontando di duecento anni fa, quando nella profonda provincia italiana, quasi cento cittadini decisero la grande impresa: costruire lo sferisterio più bello d’Italia. Non solo un luogo destinato al gioco della palla a bracciale, ma un tempio laico dove esercitare una cittadinanza attiva. I Cento Consorti, molti dei quali erano progressisti, liberali e carbonari, rappresentavano un Ottocento generoso, pieno di grandi passioni, ideali e spirito di gruppo. Il genio dell’architetto Ireneo Aleandri, allora solo ventottenne, realizzava il monumento secondo l’estetica neoclassica, nella persuasione che la bellezza potesse salvare il mondo da violenza e ignoranza. Il risultato è una microstoria appassionante che attraversa due secoli della storia d’Italia. Una storia estremamente attuale perché è la ricerca non di un bene appannaggio di privilegiati ma di un bene comune, esempio di una civiltà progressista di cui fare memoria per rinnovare lo spirito d’impresa e la passione civica.
Al termine del bel pomeriggio un brindisi con il buon vino offerto dall’Associazione Produttori di Verdicchio di Matelica.











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