27/05/2022-Cerimonia di consegna degli attestati “Alfieri Azzurri per l’UNESCO” ai liceali del Galilei di Macerata
Nella cornice dell’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, alla presenza dell’ Ospite d’onore Cap. Mattia Ivano Losciale, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di “Alfieri Azzurri per l’UNESCO” agli studenti della Classe IV A del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Macerata. Gli studenti, nel corso dell’anno scolastico, hanno sviluppato con la docente di storia e filosofia, Prof.ssa Stefania Monteverde, un percorso didattico multidisciplinare di conoscenza dell’UNESCO e di esperienza sul territorio alla scoperta dei Patrimoni storici, culturali e ambientali dei Sibillini e delle Terre Appenniniche, candidate al programma MaB per il riconoscimento di Riserva della Biosfera UNESCO.
Il Club ha riconosciuto agli studenti la validità del percorso formativo per l’attestazione di “Alfieri Azzurri per l’UNESCO” che li qualifica come giovani curatori per la comunità patrimoniale dei Sibillini.
Emeroteca


Consegna degli attestati




















I relatori






Gli studenti presentano l’intero percorso progettuale





























































Il PROGRAMMA dell’evento
Il progetto
Alfieri Azzurri per l’UNESCO per la comunità patrimoniale dei Sibillini. Un progetto di didattica del territorio.
di Stefania Monteverde
Dopo gli anni di chiusura, distanziamenti sociali, didattica a distanza a causa della pandemia da Covid 2019, la scuola ha bisogno di tornare fuori. Abbiamo ormai le prove dei limiti della sola dimensione frontale dell’apprendimento, ben noti da tempo. Ora è il momento per mettere in atto quello che già cento anni fa Maria Montessori aveva dimostrato: il processo di apprendimento migliora con la scuola fuori dalle aule, nell’imparare facendo esperienze di incontri, relazioni, attività. Dunque, è tempo della didattica del territorio.
Motivata da questa visione culturale, per l’anno scolastico 2021-2022 ho proposto al Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata e agli studenti e studentesse della classe 4A il progetto “Alfieri Azzurri per l’Unesco. Diventare custodi della comunità patrimoniale dei Sibillini”, con l’obiettivo di dare entusiasmo e nuovi stimoli ai ragazzi e alle ragazze, aiutandoli ad uscire dall’isolamento e dall’apatia, indicando nuovi orizzonti. Lo racconto qui.
Le motivazioni culturali
Ogni scuola abita una determinata comunità patrimoniale con cui condivide territorio, storia, culture. Spesso questo accade a reciproca insaputa, ossia né la scuola né la comunità sa l’una dell’altra, ciascuna rinchiusa in retoriche autoreferenziali. Nel 2005 il Consiglio d’Europa a Faro, in Portogallo, con la cosiddetta Convenzione di Faro, lancia una prospettiva innovativa: il patrimonio cultuale e paesaggistico è l’eredità delle comunità, heritage community, appartiene alle comunità che lo riconoscono, ne hanno cura e lo trasmettono alle nuove generazioni, diventando a tutti gli effetti comunità patrimoniali. Il Parlamento Italiano ha ratificato e fatto proprie le linee indicate dal Consiglio d’Europa, che ora ispirano i provvedimenti legislativi dei molti paesi europei che l’hanno adottata (purtroppo, non ancora tutti). La Convenzione di Faro, legando alle comunità il concetto di eredità culturale, ha di fatto dato alla scuola un ruolo cruciale: quello di attivatore di consapevolezza nelle giovani generazioni, anello di congiunzione tra la comunità patrimoniale e gli eredi di quel patrimonio culturale, di cui devono imparare a prendersi cura per farsene a loro volta trasmettitori. In questa ottica, la scuola sta facendo un lento ma importante percorso di ridefinizione dell’educazione al patrimonio culturale, per andare oltre il classico insegnamento della storia dell’arte, purtroppo previsto in pochi percorsi scolastici, e oltre il viaggio di istruzione nelle città d’arte, sempre più raro e difficile da programmare. Con l’articolo 3 della Legge 92/2019, che introduce in tutti gli ordini scolastici l’educazione civica come disciplina trasversale a tutte le materie curricolari, si stabilisce che per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi di apprendimento siano programmate chiare azioni riguardo a: (lettera e) educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari e(lettera g) educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. La sfida è, dunque, educare alla relazione tra cittadinanza e patrimonio culturale, spostando l’obiettivo educativo dalle nozioni d’arte alla responsabilità attiva, fatta di conoscenza del patrimonio, cura del territorio, relazione con la complessità dell’eredità culturale di cui ogni generazione deve sapersi fare custode e testimone.
Il nostro progetto a scuola
Abbiamo raccolto la sfida e abbiamo inventato un percorso di didattica del territorio in grado di creare connessioni tra scuola e comunità. Il progetto, proposto alla classe 4A dell’a.s. 2021/2022 e approvato dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Classe, si chiama Alfieri Azzurri per l’UNESCO. Diventare custodi della comunità patrimoniale dei Sibillini e nasce in collaborazione con il Club per l’UNESCO delle Terre Maceratesi, di cui sono attualmente vicepresidente. Il percorso si propone di sviluppare con i ragazzi e le ragazze una nuova consapevolezza e responsabilità su questi obiettivi: – la coscienza di appartenere ad una comunità patrimoniale, – l’essere eredi di un patrimonio culturale e paesaggistico, – l’avere il compito etico di esserne custodi in modo creativo e innovativo, – l’assumere la responsabilità di raccontarlo e trasmetterlo. ˇ
L’argomento di studio è la comunità patrimoniale dei Monti Sibillini, gravemente colpita dal sisma del 2016 e ora impegnata in un lento, ma continuo, lavoro di ricostruzione materiale e immateriale, attento anche al recupero del patrimonio culturale immateriale per la salvaguardia dell’identità delle comunità che abitano questi territori, gravemente minacciati da processi di spopolamento. Uno dei percorsi di ricostruzione di sviluppo è la candidatura del territorio a Riserva UNESCO della Biosfera dei Monti Sibillini, il programma UNESCO MaB – Man & Biosfhere, nato nel 1971 e che oggi ha realizzato nel mondo 727 riserve, di cui 20 in Italia. La proposta di candidatura a Riserva UNESCO MaB dei Monti Sibillini è stata avanzata dal Club per l’UNESCO delle Terre Maceratesi, e condivisa con la Regione Marche, l’Università di Camerino e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ora l’impegno è raggiungere il riconoscimento, anche attivando processi di consapevolezza nel territorio e percorsi nelle scuole finalizzati a far crescere una comunità patrimoniale più attenta al valore della salvaguardia ambientale e culturale per lo sviluppo sostenibile.
Il metodo di lavoro è fondato sulla didattica del territorio, cioè sull’idea che il territorio sia un laboratorio didattico diffuso, dentro cui attivare significative relazioni educative e d’apprendimento. Il progetto coinvolge i ragazzi e le ragazze attraverso diverse esperienze di conoscenza: passeggiate patrimoniali, incontri con testimoni e esperti, trekking nel territorio, laboratori all’università, incontri nelle sedi UNESCO, lezioni di filosofia ed etica della cultura, di storia del patrimonio, di scienze ambientali, di letteratura. Divisi in cinque gruppi, ogni team ha scelto simbolicamente un animale totemico tra la fauna dei Monti Sibillini (lupo grigio appenninico, aquila reale, camoscio, volpe rossa, martora), e, adottando il cooperative learning, hanno approfondito la conoscenza dei cinque grandi strumenti democratici di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico: 1. l’UNESCO (1945); 2. la Convenzione di Faro, cioè la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, (2005); 3. Le Riserve UNESCO MaB – Man & Biosphere (1971); 4. l’Agenda 2030 con i 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (2015); 5. la Costituzione Italiana, art. 9 (1948). Lo hanno fatto con ricerche nel web, ma anche con le lezioni dei docenti della classe: l’insegnante di storia dell’arte Rita di Stefano, l’insegnante di educazione fisica Claudia Virgili, l’insegnante di scienze Pier Francesco Cappelloni. Con me, quale loro docente di filosofia e storia, hanno approfondito i temi della filosofia della natura con Spinoza e la nascita dell’Europa nel secondo Novecento.
Nel corso dell’anno, poi, i ragazzi e le ragazze hanno fatto tante esperienze significative. Sono stati a Norcia, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, percorrendo itinerari naturalistici con un bike-tour e sperimentando il rafting nel fiume Nera come esperienza di immersione nella natura. Hanno visto sulla piazza di Norcia i danni del terremoto del 2016 e la lentezza della ricostruzione. A Macerata hanno visitato lo Sferisterio come patrimonio culturale ereditato dalla comunità maceratese, che investe risorse pubbliche per valorizzarlo. Hanno incontrato esperti per approfondire diversi argomenti: Antonello Andreani del Club per l’Unesco delle Terre Maceratesi sul tema della candidatura della Riserva della Biosfera dei Sibillini; Andrea Antinori, geologo, scrittore e esperto conoscitore dei Monti Sibillini; Lucia Tancredi, scrittrice di fama che, tra l’altro, ha raccontato il patrimonio artistico del territorio in Racconti di viaggio. Le città d’arte della Marca maceratese (Quodlibet 2003), nonché loro insegnante di lettere; il presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Tra le esperienze interessanti, va ricordata la presentazione del progetto da parte di Alessio Iommi e Margherita Durigon, studenti della classe, al meeting online “L’educazione trasformativa per lo sviluppo sostenibile” il 31 marzo 2022, promosso dalla FICLU – Federazione Club per l’UNESCO. Molto significativa è stata anche la partecipazione al convegno organizzato dall’IPSEOA “G. Varnelli” di Cingoli il 21 aprile, dal titolo “Dall’UNESCO alla Riserva MaB dei Sibillini e delle Terre Appenniniche: una proposta per una sintesi virtuosa tra uomo e ambiente”, in cui sei ragazzi e ragazze della classe – Agnese Barcaioni, Daniele Consoli, Margherita Durigon, Filippo Grisostomi, Serena Paoli, Francesco Spina – hanno potuto confrontarsi sul tema anche con coetanei di altre scuole.
Le tante conoscenze apprese, gli incontri vissuti, le esperienze fatte sono diventate materia di racconto. Anche grazie agli incontri di storytelling e comunicazione con esperti del settore, studenti e studentesse hanno realizzato contenuti creativi e prodotti culturali per la rielaborazione, come keynotes, video, social media, progetti di ebook e magazine on line, prodotti non solo per fare memoria di quanto vissuto ma anche da utilizzare per promuovere il territorio. Come la pagina Instagram @mab_galileogalilei, una strategia di comunicazione dinamica, collaborativa, propositiva.
Il progetto si conclude con una cerimonia: il presidente del Club per l’UNESCO delle Terre Maceratesi ha insignito studenti, studentesse e docenti che hanno partecipato al progetto con l’attestato degli Alfieri Azzurri per l’Unesco, con cui viene solennemente consegnato il compito di essere custodi delle comunità patrimoniali in cui vivono, impegnandosi a studiarle, a curarne il patrimonio e a trasmetterlo. La simbologia dell’alfiere richiama l’immagine del “portare l’insegna”, e metaforicamente intende indicare il compito di essere “bandiere viventi” per segnalare i patrimoni culturali materiali e immateriali che abbiamo ereditato, con l’impegno a prendersene cura e a diffonderne la conoscenza con le insegne della memoria e della creatività. Nel colore azzurro c’è il richiamo ai Caschi Blu della Cultura, la task force Unite4Heritage costituita nel 2016, su proposta dell’Italia in accordo con l’UNESCO, per la salvaguardia del patrimonio culturale nelle aree di crisi. C’è anche il richiamo all’azzurro dei Monti Sibillini, “quei monti azzurri” come li chiama Leopardi nelle “Ricordanze”. Durante la cerimonia, studenti e studentesse hanno presentano il lavoro con i prodotti digitali realizzati, sottolineando in particolare le esperienze personali più trasformative e generative di nuove idee.
Speranze
Il progetto Alfieri Azzurri per l’Unesco si è rivelato un progetto didattico completo, occasione di approfondimento degli argomenti di studio, percorso di educazione civica alla cittadinanza attiva e democratica, esperienza formativa di orientamento universitario e professionale, stimolo all’impresa creativa. Mentre scoprono il patrimonio culturale e naturalistico del territorio in cui vivono, diventano cittadini più consapevoli conoscendo importanti strumenti democratici come la Convenzione di Faro, il Consiglio d’Europa, le grandi istituzioni come l’Unesco, gli obiettivi dell’Agenda 2030, e allo stesso tempo entrano in contatto con le professioni per lo sviluppo sostenibile come opportunità di orientamento allo studio e al lavoro.
Non è stato facile programmare le attività in questo difficile anno di slalom tra quarantene e sicurezza a causa del Covid 19. Tuttavia, è stato possibile grazie alla disponibilità degli studenti e delle studentesse della classe 4A del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata che hanno dimostrato attenzione, curiosità, creatività, gli ingredienti utili per seminare e far nascere qualcosa di nuovo. La speranza è che diventi un progetto replicabile ogni anno e in più scuole, per diventare non un progetto a termine ma un percorso virtuoso, diffuso e duraturo, capace continuamente di alimentare una community di giovani pronti, attivi, pieni di nuove idee creative, per rendere viva la comunità patrimoniale in cui abitano, oggi a loro insaputa, domani con piena consapevolezza ed entusiasmo.
Gli studenti e le studentesse della classe 4A a.s. 2021/2022: Agnese Barcaioni, Serena Chionne, Anna Maria Coacci, Daniele Consoli, Giulia D’Amico, Benedetta Del Gobbo, Martela Dhana, Sara Di Litta, Margherita Durigon, Filippo Grisostomi Travaglini, Alessio Iommi, Elia Iommi, Emilio Lamberti, Lorenzo Mogetta, Serena Paoli, Hashir Shahzad, Jaspreet Singh, Francesco Spina, Giulia Tanoni, Giorgia Torregiani, Francesca Zaffrani Vitali.

